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VipCancro - Gamma LP (2013)
BLOW UP magazine | Settembre 2013

“Al terzo LP dopo Xax e Tropico i lucchesi VipCancro calano il terzo asso. La loro musica fatta di rumorismi modellati, elettronica spastica e post-industrial tenebroso convince ancora una volta per l’abilità e il tatto nel gestire una materia così risaputa. Trattenimento e tensione, marmorea freddezza, scienza applicata. Guernara è splendida. Starebbero bene nella scena dell’ Italian Occult Psychedelia anche se suonano più isolazionisti. 250 copie”
Stefano Isidoro Bianchi

Vital Weekly | September 2013

"A nice shiny shiny silver silkscreen cover here for VipCancro's LP (in an edition of 250 copies), with the instruction to play it loud. This Italian improvisation band has a rock like line up, almost, but then without guitars: Filippo Ciavoli Cortelli (percussion, tapes), Alberto Picchi (electronics) and Nicola Quiriconi (voice) and Andrea Borghi on bass. They had previous releases (see Vital Weekly 785 and 872) and noise is their style, but there is more happening than just a wall of noise. Their dirty, lo-fi drones remind me of some of the best bands from New Zealand in this area, such as Sandoz Lab Technicians or Surface Of The Earth, but VipCancro is even more minimal and feedback seems to play a bigger role, from time to time, along with the noted absence of the guitar. Unlike the previous releases, which seemed to be a bit more noise based, this new LP seems rather more subdued and deeper, perhaps more atmospheric. Maybe turning up the volume isn't such a bad idea, not because loud equals better, but because more of the album's beauty is revealed. Of the three releases I heard by VipCancro so far, I think this is the best so far. Carefully constructed pieces of dirty drone music, with a touch of noise thrown in here and there. Lots of subdued scraping of instruments and long-form sustaining drones, going bass deep down. The element of voice is hard to find around here, maybe only in 'Giorni Di Carne', but maybe there are live transformations of the voice, rendering it impossible to hear. Who knows? Excellent stuff throughout here."
Frans De Waard

VipCancro - Tropico CD (2010)

Existence Establishment | July 2011

"Vipcancro is a new project to me and appears to have been going since 2008. Not new, but not too old either. With Tropico they present about an hour of rough-around-the-edges but well crafted ambient noise.

The sounds are wallowing and contemplative, lo-fi yet with an academic edge that adds just a touch of sheen to the production. Slow moving but with a healthy dosage of layers Vipcancro succeeds in creating atmospheres with some depth on Tropico.
The album evolves nicely with the tracks becoming more engrossing the deeper we go. I and II I find rather forgettable, but by the time III rolls around Vipcancro is actually exploring a little bit of their own style. It reminds me a bit of Oblivion Ensemble with many different sounds and layers colliding into one. Some tracks feature more gradual movement and minimalist atmospheres though, like the 16 minute IV which takes it’s time to unfold.
Definitely a neat release here, appealing to the more academic side of sound collage, drone, and musique concrete enthusiasts. Somewhere in between Contagious Orgasm and Hoor-Paar-Krat as a starting point. Worth mentioning is the nice golden sparkly silkscreen on heavy textured paper that encapsulates the disc."
xdementia

Kathodik | Febbraio 2011

"Strana anomalia nostrana, quella dei lucchesi Vipcancro.
Un suono improvvisativo, colto e rumoroso. Che mira l'espansione temporale, in versione catartico/minimale/stordente. Strumentazione disastrata, fra basso, percussioni e nastri, voce, oscillatori, effetti e feedback microfonico. D'ordinanza interscambiabile, fra noise (attuale e d'un tempo), e freak (senza pace ne amore in vista). L'approccio rigoroso ed asciutto, applicato alle sei composizioni, da parte di Andrea Borghi, Filippo Ciavoli Cortelli, Alberto Picchi e Nicola Quiriconi, intercetta e percorre, un'arteria nobile e stimolante, nel corpo sfatto del rock.
Materiali bruti, lanciati su autostrade kraut, che attingono indifferentemente, dall'eruzione Faust, quanto dall'ascensione Popol Vuh. Il jazz compreso, nelle sezioni a maggior depressione di “Funhouse”, la composizione circolare, di La Monte Young e Terry Riley. In avanti, con acredine Throbbing Gristle, e fissità isolazionista Main. Umori Godflesh, ad aleggiare, torvi e nichilisti, mentre nel vuoto, gracchianti e contrapposte, una composizione di Xenakis, un affondo di Niblock, un vapore Zoviet France. Sorta di bio-accumulo sensoriale, che lentamente tracima, un'ipotesi radiante, d'inusuale fattura e precisione.
Metalliche astrazioni, realmente lisergiche. Raga necessario seppur torturante. Umanissimo intrico di tensioni e rilasci.
Fra le migliori uscite dell'anno in termine."
Marco Carcasi

SentireAscoltare | Gennaio 2011

"Spettralismo ed evanescenza impro-rumorista sono le coordinate che caratterizzano Tropico, album che segna il ritorno dei VipCancro. Il quartetto toscano si era già fatta notare con le autoproduzioni d’esordio (XaX, vinile del 2008, e il cd-r omonimo dello stesso anno) e con alcune comparsate nei territori di confine tra avanguardia artistica e musica (le performance video-musicale in omaggio a Luigi Nono, su tutte). Ora la questione sembra aver preso una piega più radicale.
Filippo Ciavoli Cortelli (percussioni e nastri), Andrea Borghi (basso), Nicola Quiriconi (voce) e Alberto Picchi (elettronica) piegano la strumentazione quasi convenzionalmente rock ad una missione: fondere in un linguaggio personale l’astrattismo e la radicalità di una proposta proveniente da un ambito tradizionalmente ambient noise-industriale. E nel marasma semi-magmatico che ne esce, ciò che sarebbe in apparenza riconoscibile viene travisato se non trasfigurato in qualcosa di altro: l’isolazionismo, la kosmische, l’industrial italica d’inizi ’80, l’elettronica colta e di ricerca si frantumano in forme astrali e spettrali, impalpabili o granulose, allucinate e lacerate dal di dentro.
Qualche concettualità di troppo, ovvia quando si calcano simili terreni, e una certa omogeneità di fondo non rovinano un album denso e incompromissorio, che segna lo spessore della “scena” dell’improvvisata italiana anche sul versante più oscuro."
Stefano Pifferi

Blow Up n. 151 | Dicembre 2010

"Il LP “xax” dei VipCancro (BU#129) colpiva nel segno come una delle migliori uscite del sommerso italiano avant; adesso i lucchesi Andrea borghi (basso), Filippo Ciavoli Cortelli (percussioni e nastri), Alberto Picchi (elettronica) e Nicola Quiriconi (voce) tornano con un CD che conferma quanto di buono lì delineato. Nonostante l’attribuzione strumentale lasci immaginare (anche) altro, i suoni che escono dagli amplificatori sono irriconoscibili e sfatti come sequenze rumoriste in cui accumulazioni di detriti industrial si spalmano e stirano trasfigurandosi in materia kraut-cosmica (II) attraversata da fendenti che un tempo sarebbero state chitarre (III) o diluita come pulviscolo ambientale di schietta marca isolazionista (IV). Colpisce, come nella prima occasione, l’uso sempre attento degli strumenti, che permette di creare qualcosa di veramente notevole in un ambito a fortissimo rischio puttanata. (7/8)"
Stefano I. Bianchi

Rock It | Settembre 2010

"Disco di cacofonia esoterica, definirei questo lavoro, improntato sulla ricerca di una tensione continua, subliminale, pieno di riferimenti extra-musicali. L'oscurità industriale intessuta dal combo potrebbe essere contigua alle opere di gruppi quali MB, Main, Organum e gli stessi Sunn O))), per quel che riguarda concetti elitari come Elogio della Lentezza & Co. Ma grattando la scorza del drone, orecchie pratiche possono scorgere gli ectoplasmi della musica spettralista - analisi degli spettri armonici, equiparazione tra rumori e armonie, cigolar di cancelli e altre distonie più o meno patologiche per addetti ai lavori.

Fascinosamente capaci di irretire quanto ostici, i sei estenuanti movimenti che compongono il disco, sembrano codificare altrettanti mantra della destrutturazione sonora, operata attraverso la rifunzionalizzazione elettronica degli strumenti, sfruttando appunto la risonanza degli armonici e il messaggio prodotto dal medium della registrazione ambientale.

Ricco, profondo, pieno di poliedriche eccedenze armoniche? O interessante solo per musicologi? Mesto e coltissimo riferimento ad esperienze extra-musicali come quella di Luigi Nono? Minimamente fruibile o interessante solo per musicologi? Non saprei. Per un disco che più ne dici minori diventano le chances di comunicarne senso e significato. Musicoterapia, forse."
Gioele Valenti

Foxy Digitalis | August 2010

"VipCancro, the 'house band' and core of Tuscany’s Lisca Records, cultivate a carefully dark ambience throughout 'Tropico', their third release. The quartet revolves around a buzzing core of electronics to create six moody pieces that hum with the fascination of machines and the ability to produce acoustic and electronic sounds that mimic them.

The untitled numbered tracks here typically stay in a relatively narrow dynamic range, avoiding dips into extreme minimalist quiet and similarly eschewing any sort of grand crescendo. Instead, the quartet opts to tend a dense cauldron of sound, mixing digital and tape drones—possibly looped or preprocessed sounds—with subtle, tasteful percussion and electroacoustic touches to round out the very electronic-sounding pieces. Very rarely, something will boil over in a volume jump or other accent, but on the whole, things are controlled and restrained—not to the point of being fussed over, but perhaps to the detriment of the release as a whole, as not much is allowed to jump out or lead anywhere surprising. The restraint here is sometimes as oppressive as the machinelike timbres.

The folks at Lisca—these same folks—have created a subtle and well-defined aesthetic on this release, with intricate leafed patterns printed onto dark brown, thickly textured paper, and the kinds of small, contained fonts that reflect more than a hint of the taste contained therein. They've shown signs of increasing activity lately both individually and in combos like VipCancro, so here's hoping for more excitement from this pocket of careful enthusiasm."
Travis Bird

Wonderful Wooden Reasons | August 2010

"Tuscan improvising quartet VipCancro are an intriguing new prospect who produce, on this their third album, a scything cacophony of abrasive drones, gurgling atmospherics and squealing distractions. Making nice use of the sounds they have available to them the four players have produced a deeply unsettling body of work with a delightfully cloying and claustrophobic post-industrial ambience.
There's a commonality of sound and feel to the 6 tracks that make up this album but at no point do you get the feel that they are short of ideas or flailing. The music is tightly controlled and very nicely paced. It's isn't going to set the world on fire with it's innovations or it's deviations but it's a solid piece of work that I've returned to several times over the last week."
Ian Holloway

Delere Mundi | Luglio 2010

"Ad un giorno dal Tago Fest VI, cui faranno da opener, vado ad introdurvi i VipCancro, un quartetto d'improvvisazione composto da Andrea Borghi/Filippo Cortelli/Alberto Picchi/Nicola Quiriconi. Li troviamo dal 2008 con la loro interessantissima Lisca Records, che oltre ai primi due lavori del progetto ha pubblicato, tra l'altro, anche "Moltiplicazioni" dello stesso Borghi e "Lentifero" di Cancrena III [Splinter Vs Stalin].

"Tropico" è l'ultima fatica della formazione lucchese, un disco suddiviso in sei anonime tracce di pura alienazione elettronica dall'atmosfera a dir poco spettrale. Questi quattro artisti ci mettono di fronte ad uno scenario freddo ed allucinato per poi abbandonarci al suo interno, costretti a vagare attraverso una fitta nebbia da cui filtrano voci laceranti e grigi rumori. Il loro è un panorama surreale evocato alla perfezione dall'azzeccato uso degli strumenti: l'elettronica gioca un ruolo fondamentale ma è solo con l'ausilio di basso, percussioni e tapes che il disco trova la sua soluzione più completa. Quindi alle contorte deformazioni sonore dal sapore noise/industrial seguono [o meglio: si intrecciano] flebili incursioni di stampo ambient, che con passo incerto conducono l'ascoltatore nuovamente nell'abisso rumorista che, generalmente, caratterizza l'intero album. Lunghe sezioni dalla struttura minimale mettono in luce la grande capacità dei VipCancro di saper sviluppare il suono senza stravolgerlo in modo radicale, attraverso una mutazione per nulla forzata in cui entrano in gioco le percussioni ed una atmosfera rarefatta e vorticosa.
Tropico si presenta sicuramente come un lavoro non facile da digerire, ma una volta assorbito sa rivelare tutta la sua [indubbia] qualità e prestarsi a più di un piacevole ascolto, pronto ad incantare di nuovo."
DM

Dagheisha | Giugno 2010

"Quando un prodotto musicale si erge a livelli altissimi sia di sperimentazione che di grafica è necessario fare i nomi. Andrea Borghi (basso), Filippo Ciavoli Cortelli (percussioni), Alberto Picchi (elettronica) e Nicola Quiriconi (voce) sono gli artefici dei sei movimenti in questione che superano di gran lunga l'esperienza in vinile di 'Xax'. Sono trascorsi due anni e i toscani hanno saputo personalizzare la propria proposta elevandosi dalla concorrenza drone noise per eclettismo e capacità di leggere le situazioni. L'estro dell'autore di 'Moltiplicazioni' è infatti evidente qualora lo spazio non viene più considerato un luogo fisico all'interno del quale cercare la dimensione voluta ma un trucco tecnologico, una finzione. Ebbene, in 'Tropico' non ci sono trucchi di alcun tipo ma solo atmosfere rareffate, matematiche, sontuose che si scontrano tra loro generando decadenza. Elettronica viva di cui abbiamo un disperato bisogno per sopravvivere in un mercato musicale avvilente."
Divine

VipCancro - Tropico CD (2010)
Andrea Borghi - Moltiplicazioni CD (2010)

WIRE | August 2010

"Bassist/laptopper Andrea Borghi and his milanese four-piece Vipcancro sound like the kind of guys who would eat the new analogue psychedelicists for breakfast. In addition to Borghi's mile-deep deposits of bass silt, they ladle on tapes, percussions, electronics and the keening ululations of vocalist Nicola Quiriconi in the Goth-with-stomach-cramps style. That's a lot of sonic matter to wade through, and the textural excess starts to wear thin pretty soon.

Andrea Borghi's solo album is ultimateley more rewarding for its (relative) sparseness, with some unspectacular but extremely effective laptop treatments adding some fizz to his thrummed fuzz bass jams. It's still a case of listening of how the sound of the bass, rather than the sound of Borghi playing the bass, interfaces with the technology. "Attrazione 2" comes closest to transcending these limitations, with Borghi scraping and rubbing the strings to give his Max/Msp patch something more colourful to sink its teeth into. But as with his parent group, it's all a bit too airless to make the necessary impact."
Keith Moliné

Rumore n. 221 | Giugno 2010

"Fattisi notare lo scorso anno col vinile Xax, i toscani VipCancro pubblicano ora il loro primo album su cd. La cifra che contraddistingueva l’esordio del quartetto, una rara abilità nell’elaborare granulose tessiture elettro-rumoriste in lenta ma tesa progressione, si ritrova intatta nelle sei tracce di Tropico, con maggior mobilità e varietà di soluzioni. Il basso (Andrea Borghi), la voce (Nicola Quiriconi) e le percussioni (Filippo Ciavoli Cortelli), fortemente trattate con feedback ed effetti, vanno a fondersi organicamente con le live electronics di Alberto Picchi, in intense improvvisazioni che slittano senza mai perdere concentrazione da climi claustrofobici e torturati a surreali rifrazioni astrali. Ad alto volume, un’esperienza elettrizzante, maturata su passioni eclettiche - dall’elettronica colta ai classici dell’industriali al doom metal - eppure dotata di una sua “subliminale” singolarità. Il merito va forse al non facile equilibrismo tra approccio extra-colto e referenti “alti”, ancor più palesi nel primo cd solista di Borghi, che oltre al basso manipolato ricorre largamente a software autocostruiti Max/Msp per organizzare e trattare in tempo reale i suoni. Dal solenne drone di For C. ai fluidi e rarefatti sciami sintetici di Attrazione #2, Moltiplicazioni permette di isolare una componente del suono VipCancro e di studiarne più nel dettaglio la ricchezza cromatica e strutturale. Un nucleo di artisti che richiama e attualizza fasti improvvisativi nella miglior tradizione della “musica elettronica viva”.
voto 8"
Vittore Baroni

The Sound Projector music magazine and radio show | May 2010

"Italian experimenter Andrea Borghi sent a couple of his projects, the solo CD Multiplicazioni (LISCA RECORDS LISCA 006) and Tropico (LISCA RECORDS LISCA 007) by VipCancro, which is a group effort. The solo record was made using an electric bass guitar and a laptop programme for manipulating sound, plus a nice collection of effects and pedals; refusing melody and form in favour of wandering about in a paranoid, vaguely depressive miasma of his own making, Borghi summons up a splendidly mean-spirited and introspective mood. Not quite in the realms of “noise”, but this textured and sluggish growlage sure as heck ain’t likely to be mistaken for ambient-chillout music, unless the listener uses it to accompany a sleepless night of mental indigestion. On the VipCancro affair, Borghi is joined by electronicst Alberto Picchi and the percussionist Filippo Cortelli, who also manipulates his devilish tapes dredged up from a diabolical zone. Cover artworks suggest these fellows live by the code of the fractal and the grid, following that relentless logic to a fatal conclusion. These six long tracks of throbbing, meandery gloom are every bit as deliciously torpid as the solo record, but the voice of Nicola Quiriconi does add a chilling touch of gothic miasma when it appears."
Ed Pinsent

Andrea Borghi - Omaggio a Lucio Fontana 3"CDR (2010)

Vital Weekly 766 | Week 5 2011

"Omaggio a Lucio Fontana of the Italian sound-artist and bass-player Andres Borgi is the third release of the label Reductive Music from Spain. The label is specialized in experiments with sound. The artwork is great of this small piece of sound-art. A transparent cover in a small dvd-case with nice fonts and minimal lay-out. The music is a documentation of a interactive sound installation for modified turntable. The vinyl is treated with glue and dusted materials and edited with a computer. The installation was a tribute to the Italian abstract artist Lucio Fontana. The 3"CDR consists five short tracks with cracking sounds of the vinyl. Lots of musicians have done this before, but Borgi makes the abstract dusty sounds of vinyl more abstract than possible. The sounds are coming up and down. In a harsh way or very softly and kind, like drops of water passing by after a rainy day. A great release of abstract music!"
JKH

Gianluca Becuzzi - Eternally Now CD (2011)

Foxy Digitalis | September 2012

"Italian sound artist Gianluca Becuzzi has been active since the 1980s – yet it was in 1999 that he started his (now retired) Kinetix project, which was devoted to exploring the possibilities offered by minimal electronics. In 2006, Becuzzi became interested in utilizing electroacoustic techniques to produce his delicate tapestries of micro-sounds. He began releasing recordings under his own name that were indicative of this new direction; at the same time he also began collaborating with fellow countryman Fabio Orsi.
It appears that “Eternally Now” is a concept album of sorts. Three tracks of equal length (12 minutes and 47 seconds to be exact) are book-ended by two short pieces (both running 2 minutes and 33 seconds long) entitled “Culture Vs Nature” and “Nature Vs Culture.” Tracks 2 and 4 are two halves of a suite entitled “The Essential Nowhere,” while “Rings of Time” stands alone in the middle. Regardless of any underlying concept, each of these five sonic constructions could stand on its own: they are epic in their own right.
Built from processed field recordings, gong/bell/percussion sounds, and large swathes of (probably) electronically generated drone, this music is extremely cinematic. Becuzzi uses tension to ensnare his audience, building hypnotic soundscapes that grow and evolve over time. In the first half of “The Essential Nowhere,” a piercing drone gives way to an almost tribal percussive rumble as rainfall, clatter and footsteps seep into the mix. Eventually, the layers of sound seem to blend together until the piece concludes in a cyclone of noise. For the second half of the suite, Becuzzi layers a seemingly infinite number of vocal samples to create an epic glossolalia that’s accompanied by a Badalamenti-esque drone. A host of chimes brings the piece to an end.
Becuzzi is an expert modeller of sound, whether he’s sculpting sine waves as Kinetix or – under his own name – weaving together seemingly disparate field recordings. That he can make engaging, listenable music shows that he has the potential to poke his head up from the almost academic world of electroacoustic production just enough to maybe be called a tune-smith. Bravo!"
Bryon Hayes

Blow Up n. 164 | gennaio 2012

“Nuovo atto per un’inarrestabile Gianluca Becuzzi, il cui “Eternally Now” è di notevole fattura nei tre brani, ognuno intorno alla dozzina di minuti, che ne costituiscono il nucleo, nell’eccellente crescendo di The Essential Nowhere (a), ingannevolmente sommesso nel suo avviarsi che si incanala presto in abissi di tetraggine punteggiati da field recordings liquidi e sfrigolar di metalli sino al risollevarsi in una non meno funesta apoteosi d’angosce, nell’esoterico flusso di rimarchevole suggestione inscenato da Rings of Time, nella lustmordiana dark ambient di The Essential Nowhere (b), dalla forte tragicità indotta dai bisbiglii di anime in piena, che si agitano soltanto nella prima parte del pezzo, che sembrano osservare sopra di loro il lento calare di una inesorabile scure.”
Paolo Bertoni

Chain D.L.K. | December 2011

"The eternal return of Gianluca Becuzzi, right after a solo tape for the Silentes Tapestry collection and a new Grey History release here we go with a new full length." Eternally now" comes out on Lisca records, this young italian label now has a catalogue with a good number of interesting releases, they produce mostly electronic and experimental music and they slowly got my attention with what they've put out so far. Somehow this new solo release by Becuzzi has brought my mind back to his Kinetix days, but this man hailing from Tuscany beside developing his own personal style has evolved considerably, I think his many collaborations with Fabio Orsi have been fruitful in terms of musical evolution. Let's say Becuzzi has rediscovered his own roots, sure he's not left his electronic contemporary style back home, but you can bet these five tracks have that same feel he has on the Silentes tape even if we're speaking about two different works. While on the tape he was working on something heavier and way more tribal, here Becuzzi opts for something more dilated, he also gives the impression this music you're listening to is coming from afar. Some reverbed metallic percussions/sounds, some electronic sounds, a "distant menace" but its slowly approaching. Becuzzi's industrial background is imbuing everything in an interesting way: "lost in an industrial forest...while somebody is coming to get ya!".
Andrea Ferraris

Uncodified - Document CD (2012)

Rumore n. 248 | Settembre 2012

"...non è da poco anche il pedigree del cagliaritano Corrado Altieri (TH26, Monosonik, Candor Chasma), che a nome Uncodified licenzia un cd solista di tutto rispetto: niente laptop ma solo ossessivi drone e sonorità analogico-digitali manipolate con urgenza da assalto power electronics e lucido, radicale audio design."
Vitter Baroni

Vital Weekly 838 | Week 27 2012

"Already recorded two years ago by Corrado Altieri (electronics, fx, tapes) with mastering duties by Simon Balestrazzi, who provided additional electronics on tracks 5 & 9. Nine track in twenty four minutes, ranging from six seconds to seven minutes and eleven seconds of music that falls in what I would label as noise, but then with a twist. Noise with some thought. Hard to say what these electronics are, as sometimes it sounded like field recordings, but then sometimes it seems all about plain distortion such as in 'Severance', which is at five minutes quite long. The music works best, for me that is, when it cuts between the real loud and the more softer passages, acting like a hastily made up collage of sound, such as in 'Aesthetic Imperfection' (also a bit long). Maybe Altieri should have added a lot more index points so that the shuffle effect of the CD player would have made more natural cut up of the material. Its all quite all right, but just a bit too much on the harsh noise side for me, and it could have benefitted from some more editing and more carefully spliced in silence. But in its kind surely not the worst I ever heard. Perhaps I should have left this with Jliat."
FdW

Chain D.L.K. | August 2012

"This first release or document by Uncodified, new brainchild of the talented musician Corrado Altieri - I already introduced some of his collaborative projects on this space and his long-lasting partner-in-art Simon Balestrazzi, which co-signs their tasty project Candor Chasma, come abreast of him for electronics and mastering on the final "Entertainment and Partial Entropy" and "Aesthetic Imperfection", one of my favorite track due to the way they perforates plain waves by means of drilling noises -, sounds like a sonic translation of temporary mental black-outs or I'd better say it seems he managed to capture, render and turn into sounds the reticular black and white crackling sizzle on TV screen when something got wrong during analog broadcasting which ideally interposes between reason, will, desire, expectations, impulses and every inner surges or mental structures from one side and external reality from the other side, a diaphragm which sounds evoked by distorted low frequencies, fractured walls of digging noises (the jittery ones in "Discobar Panic Disorder", "Severance" and "Relationship" sounds particularly abrasive and catchy at the same time) and piercing sonic waves, whereas its psychopuncturing hooks could vaguely recall some stuff by Zonk't. Built on sounds extracted by analogue and digital tools without laptops, these psychotropic electronic storms are not so disturbing, even if "Document" cannot be filed under easy-listening music."
Vito Camarretta

Kathodik | Agosto 2012

"Nove veloci tracce per Uncodified. Corrado Altieri, si destreggia con abilita, fra field recordings, tapes e punitive sequenze digitali. Il cupo scintillar del precedente “Involucri”, non era dunque un caso (in tal senso, Candor Chasma, in compagnia di Simon Balestrazzi, aveva fugato ogni dubbio a riguardo).
Un potente sibilo ambient, che collassa d'improvviso sotto il peso di squassanti ripetizioni. Armonizzazioni sibilanti, feroci. Lente movenze d'apprendimento. Lo strazio del primo battito d'ali. Grazia d'arma da taglio, da istante di afono smarrimento, poi capisci che “Document”, è ancora fase propulsiva.
Lo spazio aperto, distante quel tanto che basta, dal non poter far altro, che bruciare dal desiderio. Uncodified, ora è in fiamme, si raffredderà poi.
Nel frattempo, lasciarsi trapassare da Aesthetic Imperfection, è dolorosa esperienza lisergica. Veemenza e rettile malinconia."
Marco Carcasi

Impatto Sonoro | Agosto 2012

"La Lisca Records è una piccola e molto aggraziata etichetta musicale di Marina di Pietrasanta che nel corso degli ultimi due-tre anni ha tirato fuori degli album molto interessanti per tutti gli amanti del drone e del noise. Una delle ultime uscite è il primo full del progetto Uncodified dal titolo Document. Dietro questo progetto si cela la mente di Corrado Altieri già conosciuto per i lavori con Candor Chasma, Monosonik, TH26 e recentemente in un triplo split con Gianluca Becuzzi e Simon Balestrazzi (clicca qui per leggere la nostra recensione). Questo lavoro, creato e registrato nell’estate del 2010, è composto da nove tracce che passando dal power eletronics più “ritmato” fino alle intemperie ambient-noise. Altalenante la durata delle canzoni dove tracce ultra corte si alternano a pezzi della durata di 5-6 minuti. Questo, destruttura la classica concezione della tracklist per creare un’entità organica fatta da tempi, metodi e cicli vitali totalmente impossibile da catalogare nella forma più canonica della “musica tradizionale”. Document da il meglio di se quando sfonda le pareti della mente e propone tracce ultra-claustrofobiche come Aesthetic Imperfection o Relationship. Non per tutti ma non per questo difficile digeribile. Equipment: dispositivi analogici e digitali. No laptop!"
Fabio La Donna

Andrea Borghi - Moltiplicazioni CD (2010)

Kathodik | Febbraio 2011

"Quaranta minuti circa, di spettrale ricerca, ambient/negativo/isolazionista. Sei movimenti, per basso elettrico, effetti, pedali, e trattamenti in tempo reale con Max/Msp. Tutto abbastanza consueto, ma il risultato, è in questo caso, altamente sopra la media di genere. Feedback, rimbombi, segnali granulari tipo morse, oscillazioni, sinistri spazi vuoti. Un panorama irreversibilmente plumbeo, non privo di motivi di interesse (in alcuni passaggi, siam prossimi all'entusiasmo...).
Noise prosciugato dal noise, che tende il collo, in cerca di una relazione esterna. Weird music catacombale, fra composizione colta e asciutta, e sgranatura/sibilo, nei dintorni di Like Rats. Caos metodicamente strutturato, fra pause, e peregrinazioni stordite sul baratro. Main, probabile, un indizio Gary Smith, cenni rituali, buoni per il T.O.P.Y., rasoiate fra collo e coppino, inceppi ritmici gelidi e catatonici. Andrea Borghi (anche negli ottimi Vipcancro), organizza le masse sonore in movimento, con grazia scultorea. Gioco di compressione emozionale, fra penitente attesa e barlumi di speranza. Nel fondo, espressione profondamente romantica (un certo tipo di romanticismo...). Sei fascinose composizioni, abrasive e asciutte, che instaurano un singolare dialogo con l'ascoltatore. In alcune particolari condizioni, addirittura piacevole.
Suscita interesse, rispetto e scarsa noia. Non poco.
Consigliato."
Marco Carcasi

Blow Up n. 151 | Dicembre 2010

"Il bassista Andrea Borghi pubblica in solitudine (basso + computer ed effetti) due altri CD a base di escrudescenze e accartocciamenti elettronici non troppo dissimili anche se inevitabilmente solipsistici, meditabondi e legati a un umore più sperimentale e improvvisativo (“Moltiplicazioni”), col rischio di apparire eccessivamente criptico (“Omaggio a Fontana”): rispettivamente (7) e (6)."
Stefano I. Bianchi

Delere Mundi | Settembre 2010

"Lo abbiamo già incontrato nei VipCancro, una partecipazione che faceva presagire che cosa avremmo poi ascoltato nel suo nuovo disco Moltiplicazioni.
Andrea Borghi è un artista che ha saputo distinguersi non solo per la qualità delle sue opere [tra cui delle valide installazioni] ma anche per il modo in cui produce la propria musica elettronica, generata attraverso il suo software Max/MSP con cui modifica i suoni in tempo reale e sostenuta poi da basso e pedali vari. Il risultato in studio è questo album di sei tracce, un lavoro di estremo interesse tanto vario nei suoi contenuti quanto complicato nell'ascolto.
L'opener Accumulation è eccezionale, un pezzo dove si mostra il Borghi più rumorista e oscuro, abile nel sviluppare la componente noisy in maniera continua senza farla risultare troppo frammentaria. La successiva Medulla rappresenta forse la parte più meditata e tranquilla del disco, frutto dell'intrecciarsi di sibili dal vario spessore alla cui base troviamo un loop vorticoso, quasi "organico". In Attrazione # 2 questo aspetto è decisamente più accentuato, con un basso filtratissimo supportato da guizzi elettronici ed impulsi sconnessi. Moltiplicazioni è un disco non facilmente inquadrabile, con una struttura contorta ma elegante e soprattutto mai fuori posto anche nelle sezioni più caotiche. Meno rarefatto rispetto al "Tropico" dei suoi VipCancro, e con l'atmosfericità ridotta al minimo, il lavoro di Borghi ci regala una mezz'ora di sonorità intense ed ipnotiche, che nel loro insieme vanno a formare un disco dal raro fascino. Con questa uscita la Lisca Records si conferma un'etichetta dall'ottimo gusto, e consiglio di scoprirla al più presto se ancora non lo avete fatto."
DM

Existence Establishment | September 2010

"Here’s a sexy looking CD and although it’s packaged in a standard jewel case the inserts are heavily textured canvas-style paper with what seems like silk screened artwork. Coupled with very precise text this immediately has a high-tech academic feel. Andrea Borghi is apparently an Italian artist who creates experimental sound using CSOUND and Max/MSP software. The digital element can definitely be heard on much of Moltiplicazioni but it doesn’t hold it back.

The first three tracks on the release are listed as the first “Accumulation” being the best and the 3rd “For C.” being the weakest. What starts off as a more digital sounding Hum of The Druid with thick bass distortion and crunchy high-end totally overwhelming the listening space in Accumulation eventually breaks down into a more varied industrial-influenced track with “Medulla”. For C. is my least favorite track here with it’s glitchy digital clipping and broken down sound which just seems to flounder a bit uselessly.

The pace picks up again for the last 4 tracks with “Attrazione #2″ exploring more experimental and electroacoustic realms. Andrea Borghi seems to really excel at this area of the spectrum much more than the harsh noise styles. The array of interesting sounds, wide spectra of frequencies, and fast-paced editing comes off as very effective. It would be nice to get perhaps a little more gesture here and there because the tracks do tend to meander a bit with all the elements doing separate things, but overall they are quite creative. “Strat.1″ and “Strat.2″ are great closer’s and are strengthened by their familiarity. They both feature more equally pulsating cores which reminds me a bit Dieter Muh.

Moltiplicazioni is a release worth checking out for the more academic interested crowd and those who don’t mind heavy digital processing. I could see Borghi’s work appealing to fans of Fennesz, Gerrit, Dieter Muh or Dave Philips. Nothing ground breaking here but certainly some strong and intertwining atmospheres built with room for potential."
Egan Budd

Rock It | September 2010

"Con un percorso alle spalle ricco di competenze sul campo (studi di composizione e musica elettronica al Conservatorio di La Spezia) e di riconoscimenti acquisiti (partecipazione ad un progetto dedicato a Michelangelo Antonioni, per dirne uno), questo ingegnere del suono rivela, o meglio, di-svela un'ulteriore sfumatura del suo estro, quasi a cooptare richiami colti e rumore bianco.

Siamo dalle parti di certo minimalismo esasperato e imploso, dove le tessiture sussumono gli ampi insegnamenti del field recordings ("Accumulation") e di certa musica concreta, con scorci infiniti (7:56) di rumore bianco a cedere il testimone a ferali riff di basso che si interfacciano con la tecnologia del Max/MSP ("Medula"). Manipolazione di suoni tout court, dunque, o collezione di effettistica a pedale, nell'estenuante prosieguo di "Astrazione", in cui a farla da padrone è un miasma vagamente paranoide - e pare d'esser nella pura logica binaria della macchina, il cuore altrove.

Introspettivo, paziente, caotico lavoro per laptop, basso e rumore industriale, in cui scorgere timide fughe in avanti in ordine a ricerca e introspezione. Avanguardia italiana e freddezza bolscevica per quest'ulteriore significativa traccia dell'artista ligure."
Gioele Valenti

Wonderful Wooden Reasons | August 2010

"Borghi is the bass player in VipCancro and he brings that instrument to bear (along with a computer and effects pedals) on this solo set. It is, as you'd expect, a pretty downbeat and bottom heavy array of compositions and is, I'm afraid, a tad one-dimensional. This isn't for lack of ideas however as Borghi keeps things mobile and regularly throws new elements into the mix but the solemnity and fairly cumbersome nature of his chosen instrument mires much of the album in a grumbly murk that is hard to extricate ones imagination from.
It's a good and worthy attempt at something different but not necessarily an entirely successful attempt."
Ian Holloway

VipCancro - Xax LP (2008)

Head Heritage | December 2010

"Those of you meditative types seeking total post-Industrial shutdown should rush out and grab XAX by VipCancro, an excellent and highly individual quartet from Tuscany, whose arsenal of old electronics – tone generators, various analogue oddities, broken Færiäl 5 – unite with twin Kan Mikami duets with No Face vocals (‘ah?’) to provide ye with a Stockhausenian weltanshauug worthy of permanent rotation. Available on Lisca Records (www.liscarecords.com), the 12” vinyl versh which – for all you utter-nutter Old Timers looking for extra reasons to shed your hard-earned – arrives replete with smart die-cut sleeve that nails artistically the hybrid between FAUST IV’s packaging and that of Family’s ANYWAY. Phew. Better geddit then…"
Julian Cope

Blow Up n. 129 | Febbraio 2009

"LP stampato in sole 150 copie, "xax" dei lucchesi VipCancro (Andrea Borghi al basso, Filippo Ciavoli Cortelli alle percussioni e ai nastri, Alberto Picchi all'elettronica e Nicola Quiriconi alla voce e ai 'metalli') è un album fatto di ex-suoni sparsi e raggrumati, deformati dalle loro personali proprietà e ricomposti e implosi in un formato che dire 'ambient isolazionista' è improprio ma rende almeno l'idea di base (post-industrial, sperimentazioni): fondali onirici trattenuti come spasmi (Blue mastitis), tensioni e sfrigolii (ottimo l'uso in continuum degli strumenti), clangori mutati in voli cosmici (That End in Endless Strife). Una delle migliori uscite italiane di ambito 'avant' ascoltate negli ultimi mesi: perchè stampare solo 150 copie?
voto 7/8"
Stefano I. Bianchi

Rumore n. 205 | Febbraio 2009

"I (sotto)generi delle nuove elettroniche sono oggi talmente codificati che è sempre stimolante imbattersi in progetti di non pronta decifrazione. Accade col quartetto toscano nato dall'incontro tra Andrea Borghi (basso), Filippo Ciavoli Cortelli (percussioni, nastri), entrambi attivi anche in ambito di arti visive, Alberto Picchi (lap-top) e Nicola Quiriconi (voce), questi ultimi con trascorsi tra punk, no wave e industrial. Dalla fusione esce una ricerca, documentata nel vinile limitato Xax e in un complementare ep senza titolo in cd-r, che si tiene alla larga da formalismi electro/noise, in un sibilante continuum di tensioni improvvisate che guardano ai rigorosi "spettralisti" dell'IRCAM ma collidono anche con una disturbante fisicità (vedi le urla gutturali di Vipsex3). Emanazione del gruppo la neonata www.liscarecords.com, che ha in programma lavori di Borghi e di vari artisti esterni.
voto 8"
Vittore Baroni

Il Tirreno - Società e Cultura | domenica 24 maggio 2009

"Difficile definire il contenuto di Xax, primo album dei VipCancro, uscito per ora soltanto in vinile per la neonata etichetta Lisca Records. Il quartetto di Pietrasanta (formato da Andrea Borghi al basso, Filippo Ciavoli Cortelli alle percussioni e ai nastri, Alberto Picchi all’elettronica e Nicola Quiriconi alla voce) si muove su territori che sono dominati dall’elettronica, ma evidentemente ama tenere lontana la tentazione di percorsi già ampiamente battuti, lasciandosi peraltro suggestionare da atmosfere cupe, ma per nulla scontate. Ci ha fatto venire in mente Eraserhead questo disco, il bianco della copertina e il nero del vinile, una sorta di incubo atipico e criptico, per nulla rassicurante, per nulla catartico, ma teso e inquietante. Suoni evocativi, realizzati attraverso un sapiente uso dei drones e del feedback, percussioni quasi soltanto accennate, la voce carpita in lontananza in urla strozzate da sacrificio umano. Ambient-industrial, ecco un possibile inquadramento per questo linguaggio musicale, e chi ama il genere non si lasci sfuggire la ghiotta occasione, ma faccia presto, perché il disco è uscito in sole centocinquanta copie (Info: www.myspace.com/liscarecords)."
Guido Siliotto

Novamuzique N. 23 | Maggio 2009

"Copertina bianca. Sopra un disegno simile – ma non per le allusioni si badi bene! – a quel grande capolavoro dal titolo Slow, deep and hard dei Type O Negative. Il bellissimo Lp xax stampato in sole 150 copie di questo curiosissimo combo lucchese dal nome molto industrial VipCancro (Andrea Borghi al basso, Filippo Ciavoli Cortelli alle percussioni e ai nastri, Alberto Picchi all’elettronica e Nicola Quiriconi alla “voce” e ai metalli) editato da Liscarecords, un’etichetta spartana nell’estetica, quanto strepitosa nei contenuti (citiamo non solo per dovere di cronaca i pur interessanti Toby Dammit e Cancrena III) è ciò che avrebbe dovuto essere la giusta evoluzione industrial e che solo di rado è accaduto. È l’industrial lontano dai facili sensazionalismi, dalle estetiche neonaziste e/o sadomasochistiche. Musica che preferisce piuttosto interrogarsi sull’origine del suono che è anche rumore ma non solo: unione di grumi in cui silente appare anche la pura phoné… (la voce di Nicola Quiriconi trattata come un drones chitarristico) altro “suono”, altro “rumore” prolungato all’infinito. Siamo dalle parti più di un Maurizio Bianchi piuttosto che i vagiti assassini dei Whitehouse o le trance ipnotiche dei Throbbing Gristle. Sono fondali estatici sulle rovine del suono o di ciò che rimane di esso perché snaturato, ricomposto, riassemblato ad altri rumori ciò che i VipCancro ci trasmettono. Veri artigiani del suono, i “terribili quattro” sono riusciti a creare dei mantra cosmici che a tratti ricordano l’ambient isolazionista degli anni ’90 (in primis i Main) dove il rumore non esplode mai e l’attesa di quel cigolio a lungo trattenuto assume le connotazioni di un martirio mai gridato. Imperdibile."
Domenico Monetti

Volcanic Tongue (UK official distributor)

"Debut private press LP from this Italian avant/rock group in an edition of only 150 copies in beautiful art sleeves. The group take cues from English sound art minimalists like Organum and AMM bolstered with a kind of violent restraint that allows amplifiers to bleed into long passages of single note feedback while instrumentally non-specific clatters and gurgles drip from the ceiling. There are aspects of the more atmospheric live TG rallys as well as the less song-oriented Dead C tracks. Indeed, much of the activity here would sit just fine on a Corpus Hermetiucm comp like Le Jazz Non, paralleling the work of groups like Surface Of The Earth and Sandoz Lab Technicians with a grimier Euro-Industrial edge."
David Keenan

VipCancro - Vipcancro CDR (2008)

Novamuzique N. 19 | Novembre 2008

"Una etichetta senza forma, senza formula che si dedica al suono generato da saturazioni e riflessioni ambientali, questo è la Lisca Records! L’ascolto di VipCancro, seppur entusiasmante, è un’esperienza faticosa e sofferta. … Questo lavoro è un percorso fatto di dannata sublimazione, di disturbante onirismo e trepidante minimalismo. L’opera prima dei VipCancro è un abisso sonoro farcito da cupe distorsioni emozionali, infernale industrial interiore, fluttuazione elettronica di stampo smaccatamente… analogico… Chiunque abbia familiarità con ascolti minimali e coriacei alla Whitehouse o MB non può fare a meno di affondare i propri sensi in una delle 50 copie (25 in rosso e 25 in verde) esistenti di questa opera prima dei lucchesi Vipcancro… 21 minuti di scardinamento subliminale dei sensi, di esecrabile esoterismo sonoro, i suoni prodotti dai VipCancro sono il tappeto fonetico dell’avant-rock contemporaneo, sono l’oscuro underground emozionale che richiede profonda religiosità… occultamente acustica. L’ascolto è ostile e deviato, terribilmente intenso e sublimamente inascoltabile. Il noise passa anche da qui! Il nichilismo nell’arte a volte è avvolgente e dannatamente inafferrabile nonostante si resti intrappolati come nella tela di un ragno mostruoso. Ribadisco: faticoso ma necessario!
Un piccolo capolavoro per pochi eletti!"
Antz

Harshcore - Ponytail, Ponytales CD (2010)

Rumore n. 230 | Marzo 2011

"La toscana Lisca Records, casa dei VipCancro, ospita Tommaso Clerico e Luca Sigurtà da Biella, affiancati nel loro secondo (mini)album da un assortito parterre di ospiti internazionali (Zeek Sheck, MC Trachiotomy, I0I0I, ecc.). Un suono, quello del duo, che si discosta parecchio dal noise estremo a cui la denominazione sociale allude, diversificato nelle dodici brevi tracce in una varietà di soluzioni, tutte riconducibili ad una dimensione di weird-tronica casalinga. C’è sì la miniatura trashcore di Violent Cop (con l’efferata chitarra di Bologna Violenta), ma gli autori paiono più interessati a mettere a punto un loro grottesco idioma fatto di bizzarre nenie di voci deformate, grezzi beats da hip-hop rumorista, astratti scorci vetero-industrial, strambi loops e indistinte plunderfonie. Cavandosela piuttosto bene nell’orchestrare il tutto."
Vittore Baroni

Italian Embassy | Febbraio 2011

"Oscenamente cinematografico, la nuova frontiera del melancofreak, un viaggio sulla giostra della deformità, un pranzo in agriturismo con dei disabili: “Ponytail, Ponytales”, il nuovo disco degli Harshcore, primo su CD, esce su Lisca Records, etichetta perfetta per accogliere le ansiogene ma scanzonate canzoni del duo biellese.
Perché in effetti di canzoni si tratta: ossessive, a volte immobili come scimmie colte da un ictus, più spesso deambulanti come ubriachi alla stazione di Varsavia, in dicembre. La voce di Tommaso Clerico racconta di incubi piacevoli e sogni inquietanti, poggiandosi su ritmiche polverose, percorse dai gustosi rumori che Luca Sigurtà ama tessere come un cuoco sotto anfetamine. Tutto intorno, un freak show di ospiti illustri, To Live and Shave in LA, Zeek Sheck, MC Trachiotomy, Madame P, Bologna Violenta, IOIOIOI e Trashsound , una roulette russa tra ciechi.
Immensamente diverso dai loro concerti dal vivo, di questi conserva l’alone di imprevedibilità che si cela dietro ogni traccia, trattenendo le bordate noise ed il respiro sotto le ormai famigerate maschere dei due Harshcore. Dove l’aria si fa meravigliosamente irrespirabile."
IE

Vital Weekly 766 | Week 5 2011

"I expected a lot of noise coming out of my speakers, but I was happily surprised. I like noise, the anger and force of sounds. But this was something completely different. The sounds of Harshcore are based on analogue and poor electronics, bass, effects and tapeloops and consists of Luca Sigurta (tapes, electronics and junk) and Tommaso Clerico (voice, trumpet, loop, synth and fieldrecordings). In 2007 they released their debut album The Sybian Sonority and after this soloalbum the duo released since 2007 many split-cd's and cassettes, with groups like To Live and Shave in L.A and xNOBBQx. T. For this album Harshcore searches and finds collaboration with many other groups/musicians and that makes the album really interesting. The styles are different, from harsh techno to looped voices, from wicked rap to minimalistic electronic music or drony sounds. The track with Zeek Sheck is like free-jazz and the song with Madame P is really a surprise. A beautiful singing woman-voice highly inspired by Bjork and I mean this as a compliment. The artwork of the cover is made by Madeleine Boyne with a surrealistic phantastic attitude and that is exactly where this album is about. To create a weird phantastic world with a lot of space of freedom and exchange."
JKH

Blow Up n. 153 | Febbraio 2011

"Abbandonati quasi del tutto i territori "noise" - a cui hanno aderito più come estetica e libertà/trasversalità di un suono e una scena - gli Harshcore con "Ponytail, Ponytales" si sono messi a esplorare e approfondire definitivamente lati della loro personalità finora solo latenti o poco sviluppati. Meglio registrato e costruito di 'The Sybian Sorority', il disco se da un lato spazia abbastanza liberamente all'interno dello spettro della musica sperimentale (vedi uso delle voci e dei field recordings), dall'altro si focalizza su atmosfere più stranianti/weird e anche un pò cinematiche (vedi invece le melodie storte e l'uso di synth e nastri). Non che si perdano per strada i minacciosi beat di 'Violent Cop' (con, da qualche parte, la chitarra di Bologna Violenta) o gli sfrigolii di 'The Divar', ma è chiaramente lungo la nuova strada che il duo Sigurtà/Clerico si muove con più familiarità: che siano le digressioni di 'Taping Bones', la voce processata di Tom Smith in 'Actopion', o il sinistro incedere hip-hop di 'U Smilin'' o ancora il passaggio dark-ambient alternato alle freakerie di IOIOI in 'Neko Case in Bluegrass'. Avanti così. Voto 7"
Roberto Canella

Sodapop | Gennaio 2011

"Ritornano gli Harshcore di Tommaso Clerico e Luca Sigurtà e tengono fede alla loro auto-proclamazione di "weird noise band". Anche questa volta si tratta di una produzione ruvida ma che finalmente inquadra la vera essenza del duo e non solo le sue deformità. Per arricchire il loro suono i due biellesi si fanno forza di un nutrito pacchetto di ospiti che vanno da Bologna Violenta a IOIOI da Zeek Sheek a Madame P, da musicisti elettronici ad un rapper made in Usa, ma vi posso assicurare che al di là degli abbellimenti è abbastanza evidente come le cose migliori del disco siano comunque farina del loro sacco.
Per chi ha avuto modo di vederli dal vivo questo disco rappresenterà un po' una sorpresa, se infatti in sede live si soffermano sui beat hip-hop quasi industriali, in occasione di questo lavoro sembrano aver considerato ben bene l'idea di produrre un disco per nulla fracassone e molto ben congegnato. Per chi non conoscesse questo duo del nord ovest, Sigurtà si muove su cassette looppate e riassemblate, cheap electronics e aggeggi vari, mentre Clerico dismette il basso e rimane su tromba, sintetizzatore, loop e field recordings, il tutto molto ordinato e ben amalgamato, quindi se state immaginando si possa trattare di un progetto con una fisionomia quasi industriale direi che siete fuori strada. Se gli Harshcore prima avevano qualche rimasuglio para-modern-noise e velleità industrial hip-hop, per quest'uscita hanno messo l'accento sull'atmosfera e sulla loro deformità, tanto che al di là del pezzo rappato da MC Trachiotomy si tratta di un disco sghembo la cui estetica si avvicina molto alle cose più aliene della Skin Graft. Pensate che abbia citato l'etichetta americana solo per la presenza di Zeek Sheek? Provate allora a sentire se non ricorda vagamente matti a piede libero tipo Flossie And The Unicorns, You Fantastic!, Quintron e cose di quel giro, se non altro per il tipo di estetica sonora. Quindi si tratta di musica con una forte impronta americana, "noise" fino ad un certo punto, ma soprattutto di roba molto particolare "... Elephant man is back!"
Andrea Ferraris

Cancrena III - Lentifero CDR (2009)
Toby Dammit - Diabolik CDR (2009)

Blow Up n. 143 | Aprile 2010

"Marco Pampaloni, ossia Cancrena III, evolve il suono industrial utilizzando le armi e i trucchi sia dell’era digital che quelli atavici (il semplice rallentare una traccia producendo cavernosità di voci, #4). Gli stilemi ci sono quasi tutti: sediziose marce di esseri in lontananza (#6), scenari da tregenda (#6), drones desolanti in cui s’agitano mostri dell’inconscio (#1). Ma la mano è ferma, non ci sono sbavature e la cronaca dell’abisso attendibile. (voto 6/7)

Emanuele Gorreri, invece, costruisce invasivi feed back controllati di varia intensità e volume (comunque sempre assai aggressivi), al cui interno talvolta trovano spazio declamatorie che intuiamo non amichevoli. Anche qua il genere stringe come una morsa. Dalla sua T.D. ha l'attenta stilizzazione delle frequenze che fa di 'Diabolik' un buon prontuario sonico delle nuove violenze. (voto 6/7)"
Dionisio Capuano

AA.VV. - III° Tago Fest DVD (2009)

Rumore n. 213 | Ottobre 2009

"Appuntamento estivo ospitato dal club Tago Mago di Marina di Massa, sul litorale tirrenico, il Tagofest è un “festival indipendente per indipendenti” organizzato da alcuni anni da Wallace, Bar La Muerte e un pool di altre piccole indie nazionali. Con “campeggio” dei musicisti non distante dal mare, banchetti di autoproduzioni e brevi set di artisti in rappresentanza di ciascuna etichetta, la manifestazione ha dimostrato una discreta vitalità infrageneri. Nicola Quiriconi, voce del combo elettronico VipCancro, ha realizzato con mezzi spartani ma risultati egregi un documento della terza edizione (2007), dvd coprodotto da www.liscarecords.com e dalle quattordici label presenti alla rassegna. Con solo un paio di videocamere, alternando b&n e colore in un gioco accorto di sovrapposizioni, solarizzazioni, sgranature, zoom e rallentì, il regista è riuscito a rendere accattivante il montaggio di estratti dalle quindici esibizioni live, con pezzi che spaziano tra elettronica, industrial hc, drone music, folk-ambient, post-rock, avant pop e molto altro, per mano di progetti quali Larsen Lombriki, Harshcore, Be Invisible Now, Airportman, i/o, Almandino Quite Deluxe, ecc. Di particolare interesse, l’irruente cabaret avantgarde degli oVo e il bizzarro rock orchestrale free form dei Jealousy Party. Non ci sono interviste, dichiarazioni programmatiche o commenti di sorta nel dvd, ma in certi casi i fatti parlano da soli."
Vittore Baroni

Sentireascoltare n. 61 | Novembre 2009

"Tagofest III capita paradossalmente nello stesso momento in cui un altro docu-dvd celebra le gesta di un altro luogo/scena, quello dello Smell losangelino. Paradossalmente perché non siamo nella frizzante costa ovest degli Stati Uniti, bensì nella bacchettona Italia di provincia e (sempre paradossalmente, speriamo) questo dvd potrebbe divenire l’epitaffio di un luogo (il Tago Mago di Massa) e una idea di scena (quella appunto del festival estivo che dal locale prende il nome) dal basso, collaborativa, all’insegna del diy e della amicizia.

E così, mentre si addensano nubi minacciose sul Tago Mago, questo bel documentario sulla edizione numero 3 del festival delle etichette capita a fagiolo per aiutare a conoscere meglio (per chi non ci fosse mai stato…) e a comprendere cosa si rischia di perdere (ma chi c’è stato lo sa già…) quello che ormai è una istituzione del rock in Italia: il Festival Indipendente per Indipendenti, come recita il sottotitolo.

A fronte della esiguità dei mezzi a disposizione, ma con una notevole capacità di manipolazione delle immagini, l’opera di Nicola Quiriconi (voce di VipCancro) mostra, una spartana ma accattivante fotografia delle esibizioni live di Almandino Quite Deluxe, Fuzz Orchestra, Dadamatto, Harshcore, I/O, OvO tra gli altri, evidenziando insieme ottima sensibilità registica e visionarietà non da poco nel saper rendere al meglio le proposte eterogenee dei vari progetti. In questo senso si possono intendere le scelte dello sgranato slowmotion per Be Invisible Now! o With Love, perfettamente a tono con le musiche dilatate ed evocative, o quella dell’epilettica zoomata che evidenzia il procedere a scatti nevrotici dei Miranda, o ancora quella del monocromo e della saturazione dei colori. Insomma, ottimo da vedere oltre che bellissimo da ascoltare.

A sottolineare ancor di più lo spirito cooperativo che sta alla base del Tagofest lo stuolo di etichette che ha contribuito alla realizzazione del presente dvd: From Scratch, Wallace, Boring Machines, Lizard, Bar La Muerte, Fratto9UnderTheSky e molte altre. Grazie a tutte e arrivederci Tagofest."
Stefano Pifferi

Blow Up n. 139 | Novembre 2009

"Ci mancherà il Tagomago, locale di Massa dalla pizza portentosa e dalla programmazione versatile in ambito sperimentale. Ancor più sentiremo la carenza della sua appendice estiva, il Tagofest espressosi per cinque lusinghiere edizioni: la lunga guerra fredda con le amministrazioni, le forze dell’ordine, il vicinato è stata perduta dall’intelligenza a vantaggio di una normalizzazione ovvero del niente. Spiace soprattutto per Stefano e per quanti ogni estate ormai animavano quel tratto di Apuane e il Tirreno con la musica italiana più interessante in circolazione: etichette, distribuzioni, spettacoli ma soprattutto etnie musicali che si parlavano fuori dalla cattiveria gratuita dei web forum, scoprendo di avere in comune molti più elementi morali e materiali di quanto si pensasse alle rispettive partenze. Resta agli atti questo memorandum in formato filmato, un’ora di immagini raccolte e assemblate da Nicola Quiriconi e relative all’edizione 2007: un brano a testa, gelatine nere e arancio, inquadrature ravvicinate, niente spotlight sul pubblico. Una giustapposizione che rivela molto a chi c’era e al tempo stesso rivela realtà qualitativamente notevoli (non fosse altro per altre manifestazioni che si candidano a raccoglierne l’eredità, primo su tutti il torinese NO FEST): l’isteria spezzata dei Larsen Lombriki, la fotostatica pulviscolare di Be Invisible Now!, lo spleen degli Airportman, la disparità angolare dei Miranda, these guys in disguise. Le scorie noise degli Harshcore, l’allora sorprendente Fuzz Orchestra in giacca e cravatta, l’impalpabile freakness di Musica da Cucina, il fastpunk dei Dadamatto prima del trattamento R!SVP, le contrazioni epilettiche per contrabbasso di I/O, il terrorismo da cassandra di OvO, l’emo primitivo di Tiger!Shit!Tiger!Tiger!, una nota particolare nella scoperta dei Jealousy Party di Edoardo Ricci e Jacopo Andreini, art-sax futurista in teatrale performance avant jazz. E tanti altri, senza parole di commento per il “festival indipendente di indipendenti” che ora qualcuno ha deciso non aver più ragione di esistere: continuiamo così, facciamoci del male."
Enrico Veronese

Sodapop | Dicembre 2009

"Fa un po' tristezza pensare che questa, che doveva essere la celebrazione di uno dei festival indipendenti più rinomati della penisola, si trasformi in un epitaffio a causa della chiusura del Tago Mago, locale che per anni ha proposto una programmazione di gran livello e appunto, ospitato cinque edizioni del Tagofest. Più positivamente possiamo però considerare questo DVD come un felice amarcord, nonché testimonianza dello stato dell'arte della musica italiana più di confine. Girato durante la terza edizione, quella del 2007, il film presenta quindici pezzi, uno per ogni gruppo (in ordine di apparizione: Larsen Lombriki, Be Invisible Now, Afraid!, Airportman, Miranda, Harshcore, Almandino Quite Deluxe, With Love, Fuzz Orchestra, Musica Da Cucina, Dadamatto, I/O, Ovo, Tiger! Shit! Tiger! Tiger! e Jelaous Party) presentato, secondo la tradizione del Tagofest, ognuno da un'etichetta... Filmato e montato da Nicola Quiriconi, non si tratta, fortunatamente, delle solite, banali riprese live, ma di filmati che rielaborano i materiali girati sul palco in quei giorni, creando dei veri e propri video. Le soluzioni stilistiche, mai ripetitive, sono studiate ad hoc per ciascuna performance, cercando di cogliere lo spirito di ogni artista: per i gruppi d'impostazione più tipicamente rock si ricorre a schemi già noti, (alternanza totale/particolare, zoomate, un'evidente fisicità), mentre per i gruppi meno canonici ci si può sbizzarrire. Abbiamo così il lento carrello laterale con gli strumenti in primissimo piano per gli Airportman, il montaggio epilettico che sottolinea la schizofrenia di Miranda, le immagini rallentate e le sovrapposizioni per Musica Da Cucina. Summa di tutto, non a caso posti in chiusura, i folli Jelaous Party, che fra opposizioni bianconero/colore, schermo frazionato in più parti, immagini in negativo, utilizzano tutti i codici possibili e immaginabili, al servizio, tra l'altro, di un gran pezzo.
Quindi un DVD piacevole, sia preso in pillole, saltando da un capitolo all'altro, sia seguendo la sequenza data; all'eclettismo di cui dicevo fanno da contraltare alcuni elementi ricorrenti che donano all'opera una cera unità stilistica: la gamma di colori limitata, i forti contrasti, la prevalenza di toni caldi.
E per chiudere in bellezza, arriva la notizia che il Tago Mago rinasce a nuova vita come organizzazione di eventi: lo spirito continua."
Emiliano Zanotti

Rock On | Novembre 2009

"Sono cinque anni che il Tagomago, locale di Massa Carrara organizza questo festival di musica indipendente. Quest’anno, finalmente, è stato pubblicato il resoconto della terza edizione, quella del 2007. Vi sono quindici brani di quindici gruppi diversi. La regola dunque è una canzone per gruppo. Da questo dvd emerge l’ottimo stato di salute della musica indipendente italiana, quella per intenderci che è protesa alla sperimentazione e che non ha bisogno di emulare nessuno, ma che trova sempre delle soluzioni personali, più o meno geniali per esprimersi. Per onestà e per non far torto a nessuno dei gruppi rappresentati non ne cito nessuno, ma vi assicuro che impossessarsi di questo dvd è importante per comprendere quanto questi ragazzi si sbattono e credono in quello che fanno. Tutto il dvd è giocato sul contrasto tra il rosso ed il nero e spesso il regista preferisce soffermarsi su alcune particolarità che siano gli strumenti o i volti di alcuni artisti, sfocando o intensificando le luci a seconda dell’intensità della musica. Nei casi in cui, invece, il gruppo si esprime l’hardcore, allora il regista preferisce il contrasto bianco/nero."
Vittorio Lannutti

Kathodik | Novembre 2009

"Mentre scriviamo non si sa se l’anno prossimo la città di Marina di Massa ospiterà come ha fatto in questi cinque anni il Tagofest, dopo una chiusura anticipata quest’estate del locale Tago Mago, dove si svolgeva il festival, avvenuta per cause di ordine pubblico e mancanza di autorizzazioni. Per compensare l’attesa e documentare questo che è piano piano diventato un punto di riferimento dell’underground italico sia per le etichette indipendenti che per i gruppi più aperti a sperimentazioni e contaminazioni da ogni dove esca un suono, esce in coproduzione Boring Machine, fratto9 Under The Sky Records, Bar La Muerte, fromSCRATCH records, Wallace Records, Marinaio Gaio e altre etichette, il dvd della terza edizione, svoltasi nel periodo di giugno-lugni del 2007, girato da Nicola Quiriconi. In poco meno di un’ora il documentario restituisce la resa live della moltitudine di gruppi che si sono avvicendati e che speriamo si avvicenderanno in futuro, sul palco del Tagomago. Si inizia con l’elettronica minimale dei Larsen Lombriki passando per i Be Invisibile Now che usano l’elettronica in chiave ambient; si arriva all’hardcore degli Afraid tangenti all’improvvisazione acustica di Airportman, passando per il garage degli Almandino Quite Deluxe, il blues dei Fuzz Orchestra, l’impro degli I/O e il noise degli Ovo, concedendosi alla new wave dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger! Brevi schizzi che dipingono la scena indipendente italiana, che non ha nulla da invidiare ad altre scene più blasonate, e che mostra il circuito delle etichette indipendenti più che mai vitale e portatore di germi acustici positivi. Un delizioso cadeaù da ricercare e visionare."
Marco Paolucci

Sands-zine | Dicembre 2009

"Come molti di voi sapranno il Tago Fest è uno dei pochi esperimenti riusciti di fusione di intenti, un festival che unisce parecchie etichette e generi diversi sotto l'idea di uno showcase indie-pendente. Un assaggio multiplo se non una specie di rapporto annuale di quello che accade in Italia, nonostante l'ottima qualità di alcuni gruppi e la buona resa di altri non si tratta necessariamente dei migliori materiali usciti in ambito italiano, anche se spesso le cose coincidono anche, però bene o male alcune delle etichette più longeve e dei musicisti più conosciuti in certi ambiti hanno partecipato attestando l'importanza dell'evento. Spesso si raggiunge l'apice proprio qualche momento prima del tracollo oppure americanamente parlando "it's always darkest before the dawn" come dicevano i Turning Point, una parabola che con un certo rammarico si adatta anche alla storia del Tago Mago di Massa che del Tagofest è e in un certo senso rimarrà la sede storica. É pur sempre vero che un circuito o una scena dura quel che dura, è nella legge naturale che governa il mondo, non per nulla spesso l'immagine letteraria di un vampire è quella di un "dannato", per l'appunto con-dannato a vivere in eterno. Dobbiamo quindi farci crescere dei baffi degni dei riot gay di Castro street e cantare con orgoglio un "who wants to live forever" assumendo le buffissime pose di Freddy Mercury?...non credo, ma va accettato solo che tutto duri quanto può, quanto riesce e quanto deve. Il Tago Mago ha chiuso i battenti sotto un multone dei vigili, schiacciato dagli improperi di un vicinato che "non poteva tollerare" tutti quei freak per ben tre giorni l'anno" e per quanto non invidi gli yenkee, pensare che là possano suonare quattro gruppi power noise nel tuo salotto senza che nessuno si lamenti (o peggio che tu multi) mentre qui riesci a malapena a non prendere una multa da SIAE, vigili, insulti dei passanti, scarsa disattenzione, snobbismo dagli stessi fruitori probabili e così via mette parecchia tristezza. Lasciando da parte delle inutili nostalgie per un evento che bene o male siamo sicuri che avrà un seguito, resta questa testimonianza coprodotta da alcune delle etichette pilastro del Tagofest e da alcune di altre più o meno note. Nicola Quiriconi fa un ottimo lavoro che seppur molto differente potrebbe ricordare vagamente il lavoro che aveva già effettuato Andrea Caccia in occasione delle Arrington De Dyoniso Quartet di cui non posso che consigliare di reperire la videocassetta. Una specie di reportage-documentaristico invece che dei live veri e propri che fra gli altri riprendono alcuni dei migliori gruppi della terza edizione dagli I/O ai With Love, dagli Ovo a Be Invisible Now, dagli Afraid agli Harshcore. Buon montaggio, suono discreto e dei filmati che bene o male documentano perfettamente l'atmosfera dei live di quella specifica edizione. Non trattandosi di un vero e proprio documentario non ci sono tracce che attestino l'intera dimensione stile meeting dell'evento, ma un buono spaccato dei live ad esso connessi. Un gran bel lavoro che dimostra come anche con mezzi molto esigui si possano fare lavori parecchio interessanti."
Andrea Ferraris

AA.VV. - KLANG! Suoni contemporanei CD/DVD (2010)

Blow Up n. 143 | Aprile 2010

“Il tema è tutt’altro che nuovo, ‘le interferenze tra suono e immagine’, e quasi ci verrebbe da dire ‘basta ridateci il suono-suono e l’immagine muta’, ma la ricchezza tematica e l’accuratezza documentale (mostra, performances, materiali realizzati) insieme alla fantasiosa qualità dei singoli apporti portano a ritenere che il progetto, curato dall’associazione culturale BAU e da Vittore Baroni, si stato davvero uno degli avvenimenti più stimolanti dell’anno passato. Tre giorni di agosto che hanno visto Viareggio animata da video-artisti, poeti sonori, performers con presenze indubbiamente illustri e ‘popolari’; Arrigo Lora-Totino, Nigel Ayers, Philip Corner, quelli di Radical Matters, Ignazio Lago – tanto per citare in maniera sommaria. Rendere conto di tutto in dettaglio necessiterebbe (con merito) un articolo. Ci soffermiamo sul materiale audio – video (soprattutto il primo) che nella sua funzione rappresentativa è prova dell’elevato livello artistico. Il cd sintetizza i vari percorsi dell’evento e stuzzica non poco. Che sia la poesia sonora di Lora-Totino (L’esperienza), la fluxus performance rutilante di voci di Rod Summers e The Don Martin Herd (Fonebones Wake), l’improbabile etnico con strumenti d’artista coordinato da Manitù Rossi (Prove d’ARTkestra), le sperimentazioni elettroniche di stampo kubischiano sviluppate da Adolfina de Stefani e Antonello Mantovani/Liibaan (Suoni Trapsarenti) o la documentazione sonora dell’esibizione dei VipCancro (230509), passano sensazioni di fertile creatività, di un’arte che si ri-materializza e ritrova la sua socializzante essenza artigiana. Nonostante il carattere di frammento esemplificativo, si tratta di ascolti che restituiscono alla ‘sperimentazione’ una dimensione di ’missione compiuta’. Certo, meglio sarebbe vedere-sentire-suonare gli strumenti musicali ‘inventati’ e costruiti per l’occasione. Solo per gradire: Buonanotte, il cuscino musicale curato da Gumdesign; Battito Vegetale di Kappa, un quadro sonoro con stetoscopio applicato alla tela, la scultura percussiva in ossa e legno di Mike Dyar, la chitarra con corde in carta di giornale di Ivano Vitali. Nel frattempo, non potendo fare di più, tra il nulla e una prossima edizione metteteci questo box-catalogo con i tre libretti acclusi. Potrete almeno consolarvi con un trenta minuti di documentario di Gianluca Cupisti o con l’artigianale-geniale video d’animazione Officina Russolo. Il gusto dell’arte come gioco assai serio.
voto 8"
Dionisio Capuano

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